Violeta García & Hora Lunga
Violeta García & Hora Lunga
Violeta García & Hora Lunga tornano con «4ever», il loro secondo album e seguito di «I’ll Wait For You In The Car Park». Pubblicato nel 2025 dall’etichetta -ous, il loro album d’esordio ha ricevuto passaggi radiofonici su BBC e NTS ed è stato inserito nella lista di fine anno di Bandcamp tra i migliori album di musica sperimentale. «4ever» riprende da dove si era interrotto quel disco: nei momenti ordinari, nelle piccole scene e nello strano peso emotivo dell’essere sospesi tra un luogo e l’altro. Qui, però, questi momenti vengono proiettati su uno schermo molto più grande e oscuro. Un volo notturno, un terminal, una connessione che non funziona. Quando si trasportano troppi sentimenti da un luogo all’altro, le situazioni quotidiane iniziano ad assumere una dimensione epica, vuota o apocalittica.
Costruito attorno al violoncello di García e ai sintetizzatori, ai campionamenti e alle registrazioni sul campo di Hora Lunga, l’album si spinge ancora più a fondo nell’emotività, lasciando che melodie fragili, gesti orchestrali del violoncello, basse frequenze imponenti e rumore compresso si fondano in qualcosa di al tempo stesso distopico e stranamente familiare. Il suo calore non vuole essere una fuga da questo mondo, ma qualcosa che emerge al suo interno. Dal punto di vista acustico, l’album vive nella vicinanza dei materiali, nel modo in cui i suoni rimangono l’uno accanto all’altro, e nella sensazione che anche i momenti più instabili vengano attraversati insieme.
L’album si presenta attraverso scene che sfumano l’una nell’altra: frammenti melodici quieti che vengono interrotti e ricominciati, cambi di direzione imprevedibili tenuti insieme da una melodia inevitabile, un’armonia luminosa di sintetizzatore che si sviluppa in un arrangiamento di violoncello quasi orchestrale. Più avanti, un campionamento simile a un organo rotto gira in tondo, mentre melodie di violoncello compaiono come se cercassero di ricordare una canzone che non è mai appartenuta a una sola voce. Un loop infinito viene collocato sotto luci mutevoli, aprendosi per un istante in accordi emotivi per poi scivolare nuovamente nel vuoto.
È proprio questa instabilità che Violeta García e Hora Lunga pongono al centro della loro collaborazione. Non decorano il violoncello con la produzione elettronica, né collocano l’elettronica attorno a un nucleo acustico. Spiegano: «In “4ever” diventiamo parte della stessa superficie instabile. Ciò che tiene insieme il disco non è la risoluzione, ma la fiducia nel restare insieme mentre le cose si deformano, vanno in sovraccarico, scompaiono e ritornano.»
Violeta García & Hora Lunga tornano con «4ever», il loro secondo album e seguito di «I’ll Wait For You In The Car Park». Pubblicato nel 2025 dall’etichetta -ous, il loro album d’esordio ha ricevuto passaggi radiofonici su BBC e NTS ed è stato inserito nella lista di fine anno di Bandcamp tra i migliori album di musica sperimentale. «4ever» riprende da dove si era interrotto quel disco: nei momenti ordinari, nelle piccole scene e nello strano peso emotivo dell’essere sospesi tra un luogo e l’altro. Qui, però, questi momenti vengono proiettati su uno schermo molto più grande e oscuro. Un volo notturno, un terminal, una connessione che non funziona. Quando si trasportano troppi sentimenti da un luogo all’altro, le situazioni quotidiane iniziano ad assumere una dimensione epica, vuota o apocalittica.
Costruito attorno al violoncello di García e ai sintetizzatori, ai campionamenti e alle registrazioni sul campo di Hora Lunga, l’album si spinge ancora più a fondo nell’emotività, lasciando che melodie fragili, gesti orchestrali del violoncello, basse frequenze imponenti e rumore compresso si fondano in qualcosa di al tempo stesso distopico e stranamente familiare. Il suo calore non vuole essere una fuga da questo mondo, ma qualcosa che emerge al suo interno. Dal punto di vista acustico, l’album vive nella vicinanza dei materiali, nel modo in cui i suoni rimangono l’uno accanto all’altro, e nella sensazione che anche i momenti più instabili vengano attraversati insieme.
L’album si presenta attraverso scene che sfumano l’una nell’altra: frammenti melodici quieti che vengono interrotti e ricominciati, cambi di direzione imprevedibili tenuti insieme da una melodia inevitabile, un’armonia luminosa di sintetizzatore che si sviluppa in un arrangiamento di violoncello quasi orchestrale. Più avanti, un campionamento simile a un organo rotto gira in tondo, mentre melodie di violoncello compaiono come se cercassero di ricordare una canzone che non è mai appartenuta a una sola voce. Un loop infinito viene collocato sotto luci mutevoli, aprendosi per un istante in accordi emotivi per poi scivolare nuovamente nel vuoto.
È proprio questa instabilità che Violeta García e Hora Lunga pongono al centro della loro collaborazione. Non decorano il violoncello con la produzione elettronica, né collocano l’elettronica attorno a un nucleo acustico. Spiegano: «In “4ever” diventiamo parte della stessa superficie instabile. Ciò che tiene insieme il disco non è la risoluzione, ma la fiducia nel restare insieme mentre le cose si deformano, vanno in sovraccarico, scompaiono e ritornano.»
Also on stage